L’esperienza messa al lavoro
Alcune lavorazioni sono semplici da affrontare, altre chiedono di fermarsi a ragionare. Per Paolo Foresti, Responsabile del Reparto Piegatura, è proprio in questi casi che entra in gioco la creatività. Si tratta di trovare il modo concreto per realizzare il pezzo, cercando anche di ridurre i passaggi e i tempi di lavorazione.
«L’esperienza nello sviluppare un progetto conta tantissimo», spiega. Chi ha già affrontato situazioni simili può riconoscere prima una possibilità e capire quale soluzione adottare.
Il confronto con i progettisti permette di verificare se un pezzo può essere realizzato come previsto. Paolo mette a disposizione le sue competenze maturate in reparto per valutare le possibilità offerte dagli utensili disponibili e ragionare insieme sulle eventuali soluzioni alternative.
È qui che l’esperienza di una persona acquista valore per gli altri. Una risposta motivata aiuta chi progetta a capire come procedere e coinvolge il gruppo di lavoro nella ricerca di una soluzione.
Qualità del lavoro e fiducia
Il discorso passa poi alla squadra che guida, Paolo lega la qualità alla responsabilità di essere un riferimento credibile. «La prima cosa da fare è comunque essere credibili», dice. Da qui nasce il modo in cui si rapporta ai colleghi.
Se qualcosa viene eseguito in modo sbagliato, bisogna intervenire e spiegare l’errore. Quando invece il lavoro è fatto bene, con il metodo e la qualità richiesti, è altrettanto importante riconoscerlo, perché anche un lavoro ben eseguito merita attenzione.
In entrambi i casi, chi guida il reparto ha la responsabilità di rendere chiaro che cosa ci si aspetta dal lavoro. Spiegare una correzione aiuta a comprenderlo meglio e riconoscere un buon risultato dà valore all’impegno di chi lo ha raggiunto.
Questo rapporto richiede di conoscere il carattere di ognuno e di trovare il modo giusto per parlargli. Paolo dice di sentirsi fortunato perché è molto contento del suo gruppo. Descrive un’attenzione che continua anche oltre le questioni di reparto, nelle conversazioni su come va la vita fuori dal lavoro e sulle eventuali difficoltà che un collega sta affrontando.
Nella sua idea di responsabilità, chiedere qualità e interessarsi alle persone fanno parte dello stesso rapporto.
Un’azienda di famiglie
Quando gli viene chiesto che cosa significhi far parte di un’azienda di famiglia, Paolo risponde che per lui Taiocchi è un’«azienda di famiglie». Oltre a quella dei titolari, ci sono le famiglie di chi lavora in azienda. Con lui lavorano suo fratello e due nipoti.
È una presenza che ha sempre vissuto come un punto di forza. Parlando del proprio legame con Taiocchi, torna all’importanza dei rapporti umani e al fatto di essersi sempre trovato bene sotto questo aspetto. Il clima dell’azienda emerge così dalla sua esperienza quotidiana e dai legami con le persone che ne fanno parte.
Una tradizione tra colleghi
La conversazione si chiude con una consuetudine ormai consolidata. In azienda, quando qualcuno compie gli anni, si portano torte e crostate da condividere con i colleghi.
Paolo racconta che tutto è cominciato cinque o sei anni fa, quando un collega gli propose di sostituire le brioches con le torte. L’idea è piaciuta, tanto che oggi diversi colleghi si rivolgono a lui per quelle del proprio compleanno.
Le torte, racconta, le prepara sua moglie. «Sono buone e tutti siamo contenti».